San Daniele conserva molte testimonianze della sua lunga storia.
L'anima del centro abitato è stratificata, ha cioè strati etnici sovrapposti (celtico, romano e longobardo), a riprova del fatto che San Daniele è sempre stato, nei secoli, un punto di convergenza di popoli diversi.
Nella parte alta di San Daniele, una breve scalinata precede l'imponente Duomo, che domina la piazza maggiore della cittadina. Ristrutturato tra il 1707 e il 1725 dall'architetto veneziano Domenico Rossi, il Duomo presenta una fastosa facciata ornata di statue, mentre l'interno è un felice esempio di concatenazione di spazi, in un sapiente gioco di chiaroscuri.
Di molto effetto il portale maggiore, sormontato dalla statua di San Michele Arcangelo, cui il Duomo è dedicato, e da due angeli. Le porte in bronzo contengono formelle di Nino Gortan (1982) raffiguranti Morte e Resurrezione di Cristo e i quattro Evangelisti.
All'interno è custodito un bel fonte battesimale, scolpito in pietra bianca da Carlo da Carona nel 1510. L'imponente altare maggiore (1735), come pure l'altare della Consolata (1739), sono opera dello scultore Francesco Fosconi. Nel coro vi sono stalli di legno intagliati dai fratelli Rizzani di Cividale (1741), mentre alle pareti si possono ammirare sei tele montate a formare due trittici, opera di Pomponio Amalteo e Vincenzo Lugaro.
Addossato al Duomo, vi è il campanile, massiccio e quadrato, la cui costruzione fu iniziata nel 1531 su progetto di Giovanni da Udine. Come scrive D'Affara (1999), "per consiglio dello stesso progettista, che la riteneva sproporzionata rispetto alla chiesa allora esistente, la torre campanaria fu conclusa ad un'altezza inferiore a quella preventivata", e acquistò perciò una grande stabilità.
A sinistra del Duomo, vi sono il Palazzo del Monte di Pietà e, lungo Via Garibaldi, la Chiesa di Sant'Antonio Abate.
Il Palazzo del Monte di Pietà è opera di Matteo Lucchesi (sec. XVIII), architetto veneziano e zio del Piranesi. Ad una parte inferiore greve e dominata dai chiaroscuri si contrappone una parte superiore luminosa, al cui centro è posta una grande bifora .
Tra le chiese minori, la più importante è quella dedicata a Sant'Antonio Abate, edificata nel 1441 sulla base di una precedente costruzione del secolo XIV. La chiesa è stata restaurata dopo il terremoto del 1976. Oggi non ha più funzioni liturgiche, ma viene utilizzata per manifestazioni artistiche e culturali. Al suo interno, nella parte absidale, si possono ammirare straordinari affreschi, realizzati per la massima parte da Pellegrino da San Daniele fra il 1497 e il 1522. Si tratta, probabilmente, del più bel ciclo di affreschi rinascimentali che il Friuli possegga; vi sono rappresentati Profeti ed Evangelisti nella volta del coro, la Crocifissione nella parete di fondo, mezzi busti di Profeti nel sottarco, Storie di Sant'Antonio Abate e di Cristo nelle pareti del coro e nella navata sinistra.
Alla destra del Duomo, invece, si trova l'ex Palazzo del Municipio, risalente al XV-XVI secolo e caratterizzato da un portico su basse arcate e da una trifora che si affaccia sulla piazza.
Sempre alla destra del Duomo, in Via Roma, ha sede la celebre Biblioteca Guarneriana, la più antica Biblioteca pubblica del Friuli ed una delle prime in Italia, sorta nel 1466 per lascito di Guarnerio d'Artegna (1387-1467), canonico aquileiese e grande umanista.