Abitanti 2546 al luglio 1998
Altitudine 112 m slm
Superficie 27 km2
Frazioni/località: Bonzicco, Carpacco, Vidulis
Il comune di Dignano si estende lungo la sponda sinistra del Tagliamento, con le sue tre frazioni (da nord a sud: Carpacco, Vidulis e Bonzicco) e il capoluogo Dignano.
Il toponimo di Dignano, che per il Frau deriva dal nome latino Ignius, antico proprietario della zona, secondo altri studiosi deriverebbe dal nome Engan, divenuto in seguito Enganio, Ignano ed infine Dignano. Infatti, come Engan compare per la prima volta in un documento dell'875; allora era posto sulla sponda del fiume Tagliamento, come pure la Chiesa di Santa Maria Maggiore, ma la paura delle piene, che anche allora erano probabilmente molto forti, costrinsero gli abitanti a spostare il nucleo del paese più in alto, compresa la nuova chiesa parrocchiale.
Durante la seconda Guerra Mondiale Dignano fu in pericolo a causa delle continue incursioni aeree degli Anglo-americani, che avevano per obiettivo la distruzione del ponte il quale, nonostante tutto, ne uscì indenne, divenendo un importante punto di transito per il traffico civile e commerciale.
L'economia di Dignano è, in parte, di tipo agricolo, ma sono presenti anche alcune piccole imprese; il resto della popolazione è impegnata in attività di servizi e commerciali.
La Pieve dei Ss. Pietro e Paolo è di origine antichissima, tanto da essere ricordata in documenti di due secoli anteriori all'anno Mille. La sua attuale costruzione, peraltro, deriva dal rimaneggiamento che subì agli inizi del XVI secolo, epoca in cui (1504) fu anche affrescato il coro. Elegantissimo il campanile romanico, visibile fin da lontano.
La Chiesa parrocchiale di San Sebastiano, che presenta un atrio ottocentesco con quattro robuste colonne che sostengono l'ampio frontone (1845), è sostanzialmente dovuta, nella sua attuale struttura interna, all'architetto carnico Domenico Schiavi, che nel 1773 presentò il progetto di rimodernamento del precedente edificio. L'interno è maestoso e luminoso e conserva un altare fine Settecento.
Ricordiamo, infine, la Chiesetta di San Giorgio a Carpacco.