San Daniele: geografia, arte e architettura, attività produttive

Situato nel cuore del Friuli, San Daniele sorge su un colle dell'anfiteatro morenico del Tagliamento, in uno splendido scenario costituito dai monti delle Prealpi ed Alpi Carniche. Dalla spianata in cima al colle, proprio sopra il Duomo, si gode una splendida vista sulla pianura friulana, tutta a campi, prati e boschetti.
"Il paesaggio, e non a torto, valse il nome di Brianza friulana alla zona morenica che si estende tra Torre e Tagliamento, mentre per le grazie dell'arte di cui è adorna e per la parlata friulana che conserva, la cittadina di San Daniele è chiamata la Siena del Friuli, quasi che Lombardia e Toscana avessero prestato al luogo l'incanto delle loro più singolari bellezze. Chi salga infatti il colle, sulle cui ripide falde San Daniele s'adagia, godrà uno spettacolo che è tutto una sinfonia di luci e di colori" (Chino Ermacora).

A nord-ovest le colline che circondano San Daniele scendono giù fino al Tagliamento, il cui ampio letto ghiaioso, attraversato da bracci di acqua, contrasta vivamente con il verde delle sponde circostanti.
Poco lontano, si trova il lago di San Daniele, circondato da bassi canneti ed arbusti. Si tratta di un lago intermorenico, ultimo residuo dei bacini lacustri racchiusi nell'anfiteatro morenico del Tagliamento.

La storia di San Daniele è legata proprio alla sua vicinanza a due fiumi, il Tagliamento e il Corno, e alla sua posizione geografica, a metà strada fra i monti e il mare. San Daniele, infatti, fu un vero e proprio polo di convergenza di popoli: di qui passarono i Liguri, gli Etruschi, i Celti (o Gallo-Carni), i Romani, gli Ostrogoti, i Bizantini, i Longobardi, i Franchi, gli Ungari e gli Avari. Ognuno di essi lasciò un'orma più o meno profonda, soprattutto nella toponomastica.

Ma qual era il motivo di questa attrazione e di questo succedersi di popoli diversi? E' semplice: San Daniele era il posto ideale per lo scambio dei prodotti della montagna con quelli della pianura; si trattava, quindi, di un'attrazione di carattere commerciale. Le frequentissime fiere medioevali e dell'età moderna, tre ogni anno, sono una dimostrazione dell'efficienza commerciale di San Daniele nei secoli.

Molte sono le opere artistiche ed architettoniche che testimoniano la lunga storia di San Daniele: dal Duomo al Palazzo del Municipio, dal Palazzo del Monte di Pietà alle chiese di San Daniele e di Sant'Antonio Abate. Senza dimenticare un'importantissima istituzione culturale: la Biblioteca Guarneriana, una delle prime biblioteche in ordine di tempo e tuttora una delle più pregevoli in Italia.

La posizione geografica ha rappresentato, ma rappresenta ancora, la fortuna di San Daniele. Essa, infatti, è all'origine di quel particolare ed irripetibile microclima, che costituisce il principale "segreto" (oltre, naturalmente, al rispetto delle antiche tecniche di lavorazione) per la produzione dei prosciutti di San Daniele. E proprio il prosciutto è il protagonista di una manifestazione, "Aria di Festa", che si svolge ogni anno a San Daniele l'ultima settimana di agosto.
Quella del prosciutto, tuttavia, non è l'unica attività produttiva e imprenditoriale della zona, anche se senza dubbio è la più famosa e rinomata. Il nome di San Daniele è, infatti, tipicamente legato ad altri due prodotti: le classiche pantofole friulane ed i gioielli di bigiotteria. Esistono, poi, imprese che operano in svariati settori, come quello edile ed elettro-meccanico.
In generale, comunque, il tessuto industriale della zona di San Daniele presenta caratteristiche analoghe a quelle tipiche delle imprese del Friuli Venezia Giulia: si tratta soprattutto di imprese di dimensioni medio-piccole, a volte a carattere artigianale, ma fortemente legate fra loro e al territorio. Le imprese, e la trama delle loro relazioni, si inseriscono, infatti, in un ambiente locale caratterizzato da relazioni sociali e da un tipo di cultura che hanno sicuramente favorito il loro sviluppo e il loro successo.

L'agricoltura, che nel passato occupava la maggior parte della forza lavoro ed era svolta secondo tecniche tradizionali, ad alto impiego di manodopera, è oggi diventata intensiva, ha adottato tecniche moderne e fa largo uso di mezzi meccanici. La quota di occupati in agricoltura è ormai piuttosto modesta, mentre ha assunto un'importanza notevole il terziario, costituito da uffici, commerci e pubblici esercizi.
Del resto, quella per il commercio rappresenta un'antica "vocazione" di San Daniele: ne sono testimonianza le fiere medioevali e dell'età moderna (di San Giorgio, di San Daniele profeta e di San Luca), di cui si ha notizia fin dal 1016. Già a partire dall'Alto Medioevo, e fino alla prima metà di questo secolo, infatti, le fiere e i mercati ricoprirono un ruolo fondamentale nell'economia della zona, quasi completamente fondata sull'agricoltura. Le fiere ed i mercati hanno gradualmente perso la loro importanza con il prepotente ingresso dei supermarket, ma il giorno del mercato settimanale, sia pure in tono minore, rimane occasione di incontri e di appuntamenti che animano le viuzze del centro storico.

San Daniele
S. Daniele
Chiesa S.Maria della Fratta
Mangiare a S. Daniele
Il buon vino a S. Daniele
Uno scorcio del campanile
Una via di S. Daniele

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